giovedì 13 luglio 2017

Chi sei veramente

 

Tra i corridoi delle scuole in questi giorni tutto si muove velocemente. 

Le sedie si spostano stridenti in piccoli gruppi che ripassano frenetici. 

I banchi si uniscono dentro le aule e lasciano spazio a commissioni di docenti, registri e penne alla mano. 

E poi ci sono i passi, su e giù tra le aule, le dita che agitano i fogli del dizionario. 

Gli occhi scattanti di chi aspetta di fuori.

giovedì 29 giugno 2017

Che rumore fa? Catalogo di suoni estivi per persone sorde e non


Bla bla
Le finestre aperte nei giorni di Luglio hanno il rumore della tovaglia in cucina, del rosso del sugo sulla pastasciutta, degli asciugamani al sole fino al prossimo tuffo. L'odore di fiori e l'aria un po' tiepida. Hanno il colore di diverse visioni, profumi e sapori. Fugaci respiri dalle case degli altri.

Cin-cin
Questo è il suono dei bicchieri felici, che si scontrano lenti nei pranzi all'aperto del mese di Agosto. Hanno il sapore dell'anguria sul palato, fresca e matura. Dei semi nerissimi che si spezzan tra i denti.

Din-don-dan
Le campane d'estate sembrano eterne. Risuonano lunghe tra le fila dei campi anche dopo che il rintocco è finito. Hanno un suono pastoso, profondo. Che dalle orecchie ti scende giù in pancia, s'aggancia al tuo corpo e non ti molla per ore. Come un caffè, amaro e cremoso. 

Frush
Girano lente o veloci le pagine di un libro e il loro fruscio è una carezza leggera, dietro la testa. Questo rumore è come un armadio di naftalina. Odore di ricordi vecchio e un po' stantio, ma che se ci pensi ti scappa subito un sorriso. 

La-la-la
La canzone dell'estate ha il sapore di menta fresca, pestata in un bicchiere.  L'odore frizzante dell'aperitivo, la sabbia tra le dita dei piedi. Ha un suono corposo ma che rende leggeri nella luce sudata di  una discoteca, la musica altissima che rimbomba nel petto. 

Ninna oh
Questo è il segnale del tempo tranquillo, di tende sospese al vento leggero. Di lenzuola freschissime su un fianco disteso. Le ninne nanne nei giorni d'estate nascondono il tocco di un soffio leggero. Finestre socchiuse e profumo di crema. Il loro rumore è zucchero filato. 

Plic Plic
Scende piccata la pioggia di Giugno. Arriva di botto senza manco avvisare, come i sassi nella risacca del mare. Il suo suono è un rimbalzo deciso sui marciapiedi. Come la suola di certe infradito, che stanca i talloni nelle viuzze del centro.

Woosh
Il suono del mare è un'onda perfetta, vibra potente, diritta sul cuore. Si aggrappa alle spalle con il vento che culla, un abbraccio sicuro che poi ti accompagna. Secondo qualcuno sta in una conchiglia, a me piace vederlo col sole che abbaglia.

Zip
E' la cerniera prima della partenza, si chiude di netto sulla valigia. Un colpo secco, senza paura. Ruvido in principio e morbido alla fine. Questo è il suono dell'aspettativa, gioia che scalpita, adrenalina.

venerdì 9 giugno 2017

Panta rei. Piccole notizie in corso.


Potrebbe sembrare il titolo di un programma televisivo elitario e complesso, dove gli ospiti s'accapigliano e i politici discutono tra loro, e invece no. 

giovedì 18 maggio 2017

Senza sosta

 

Quando da bambina andavo al Luna Park il mio gioco preferito era la pesca magica; potevo passarci le ore con quella lunghissima canna da pesca a cercare di raccattar premi e pupazzetti, ma le volte in cui ce l'ho davvero fatta le posso contare sulle dita di una mano. 

giovedì 27 aprile 2017

Chi salva una vita


Non mi sono mai piaciute le classificazioni, di qualsiasi genere fossero. E il fatto di essere parte io per prima di una sorta di gruppo a sè del genere umano, quello delle persone disabili, mi è sempre stato piuttosto difficile da digerire. 

Verso la fine dell'università mi sono resa conto però che a una distinzione in particolare avrei per forza dovuto cedere: così mi sono decisa a iscrivermi alle categorie protette del centro dell'impiego.

venerdì 31 marzo 2017

Amico è


Ci sono tantissimi modi per riconoscere, tra la folla di contatti su social e chat, chi sia un vero amico. E' un vero amico, ad esempio, chi risponde subito a un messaggio di crisi sul cellulare, spostando le lancette della vita per fare spazio a un pezzetto dei nostri problemi. E' un vero amico chi ci regala consigli preziosi, incoraggiamenti gratuiti. Chi gioisce dei successi, si dispiace delle sconfitte. Chi resta in mezzo alle difficoltà, che tanto a scappare sono capaci proprio tutti.

Oggi vi racconto una storia da giornata mondiale. Talmente unica da ispirare progetti e traguardi importanti, tanto speciale da desiderare di intitolarle una giornata intera di festeggiamenti. Perché se ne possa parlare in tutto il mondo almeno ventiquattro ore e poi portarsene appresso il ricordo per il resto dell'anno.

giovedì 16 marzo 2017

Come mi vedo?

 

Come fossi il vento di un giorno di Marzo, che prima ti scalda poi ti raggela. Allo stesso modo se mi guardo allo specchio, nelle vetrine di un negozio o nel riflesso di una pozzanghera questo è il modo in cui io mi vedo. Cioè dalle stelle alle stalle, un giorno bellissima e un giorno bruttissima.

La mia visione di me stessa cambia coi mesi, le stagioni, a volte persino con le ore del giorno.  Se osservo la coda della mia ombra nel calore di luglio posso sembrarmi alta abbastanza per stare bene al mondo. Nei giorni in cui traballo sulle punte verso scaffali alti per me mi sento di incarnare la bassezza, nella sua più sconfortante e scomoda essenza.

Mi amo, per così dire, a giorni alterni. Come si fa con un paesaggio di sole e d'azzurro al mare o in montagna. O per le vie della città. Una visione immensa e e piena di vita tranne qui giorni un po' così, in cui hai la luna storta e tutta la bellezza del mondo nemmeno ti accorgi di avercela di fronte.